{"id":2405,"date":"1995-09-14T14:53:00","date_gmt":"1995-09-14T12:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/?p=2405"},"modified":"2023-01-18T17:07:39","modified_gmt":"2023-01-18T16:07:39","slug":"valenza-emilia-1995-zuccaro-blitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/1995\/09\/14\/valenza-emilia-1995-zuccaro-blitz\/","title":{"rendered":"Valenza Emilia 1995 Zuccaro Blitz"},"content":{"rendered":"<p>Se c\u2019\u00e8 un problema che Piero Zuccaro tenta costantemente di risolvere nella sua pittura \u00e8 il continuo superamento del centro, l\u2019ostinato volgersi della mano verso un nucleo pittorico che frena l\u2019immagine entro il perimetro quasi; prestabilito. Un problema forse, o ancor di pi\u00f9 un\u2019esigenza avvertita dall\u2019artista che soffre dell\u2019idea di \u201cdover\u201d completare il quadro. La contrapposizione si condensa nell\u2019accumulo di materia, nel movimento centripeto che tende ad ammassare le pennellate, i colori, i tratti e le idee in uno spazio carico di energia, stracolmo, che tende inesorabilmente all\u2019asplosione, al distacco, alla conquista di un territorio altro. \u00e9 una pittura sofferta, raggrumata, che tradisce una sovrabbondanza di emozioni e suggestioni che sono ancora tutte legate alla natura, ai paesaggi, ai fiori, ai giardini. Pietro Zuccaro frequenta l\u2019Istituto d\u2019arte e poi l\u2019Accademia di Belle Arti di Catania, ma in definitiva ci\u00f2 che ritiene pi\u00f9 significativa per il suo percorso pittorico \u00e8 l\u2019esperienza nella scuola di danza di Donatella Capraro. La costanza, l\u2019impegno severo nelle prove, l\u2019assiduo provare e riprovare gli stessi movimenti sono i principi che Zuccaro ha trasferito nel suo fare arte. Non ama passare da un tema ad un altro e si ostina a ripercorrere le stesse atmosfere per raggiungere il massimo di identificazione e di analisi.<\/p>\n<p>Morlotti e Forgioli sono i suoi maestri, e Sarnari che lo ha seguito durante gli anni passati in Accademia e dopo. Le citazioni di Zuccaro sono evidentissime:\u00a0 di Morlotti ama quell\u2019informale nascente che si esprime pi\u00f9 direttamente nelle opere della seconda met\u00e0 degli anni cinquanta, soprattutto in quei paesaggi nei quali pi\u00f9 chiaramente si attuava il dissolvimento della figura nelle trame spesse del colore.<\/p>\n<p>Di Forgioli, il giovane Zuccaro tenta le tonalit\u00e0 pi\u00f9 delicate, quelle che lui stesso definisce \u201cmentali\u201d: i rosa, i violetti, i verdi smeraldo il giallo ocra sono i colori delle sensazioni rispetto a un paesaggio o ad un fiore. Sono i colori che mirano all\u2019astrazione del dato pi\u00f9 puramente naturalistico per approdare al paesaggio in cui albergano i dati sensoriali dello sguardo, dell\u2019olfatto, dell\u2019udito. E la natura si commenta da se, non nel silenzio di un\u2019atmosfera rarefatta, ma nel caos delle pulsioni che suscita ed alimenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0Emilia Valenza<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(In Blitz, 1995, Galleria La Porta Rossa, Catania)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c\u2019\u00e8 un problema che Piero Zuccaro tenta costantemente di risolvere nella sua pittura \u00e8 il continuo superamento del centro, l\u2019ostinato volgersi della mano verso un nucleo pittorico che frena l\u2019immagine entro il perimetro quasi; prestabilito. Un problema forse, o ancor di pi\u00f9 un\u2019esigenza avvertita dall\u2019artista che soffre dell\u2019idea di \u201cdover\u201d completare il quadro. 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