{"id":2392,"date":"2001-09-14T14:44:14","date_gmt":"2001-09-14T12:44:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/?p=2392"},"modified":"2023-01-18T17:07:38","modified_gmt":"2023-01-18T16:07:38","slug":"ruta-anna-maria-2001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/2001\/09\/14\/ruta-anna-maria-2001\/","title":{"rendered":"Ruta Anna Maria 2001"},"content":{"rendered":"<p>PIERO ZUCCARO o della euforia cromatica<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una densa concrezione di paste cromatiche, che si sedimentano volumetricamente in icone di astratta plasticit\u00e0, confezionano nella pittura di Zuccaro singolari paesaggi, in cui figure organiche e filamenti di natura rimandano ad una realt\u00e0 corposa, sensuale, esaltata e fatta emergere attraverso scabre bave di colore in movimento. Il peso terrestre e l\u2019astrazione mentale, il disegno e lo spessore cromatico denso, la stasi e il dinamismo, si fondono in una verifica aperta delle possibilit\u00e0 di questa tipologia di pratica artistica, che forse richiederebbe un ulteriore <em>labor limae<\/em>, per scaricare certi eccessi di materia, ma che certo fa galleggiare una visione del mondo, in cui i sogni non sono scorporati e fantasmatico, ma sottesi negli inserti di una realt\u00e0 drammatica, segnata dai problemi interni ed esterni di un \u2018Io\u2019 che non vuole arretrare di fronte ai soffocamenti, alle contaminazioni pestilenziali del mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>Zuccaro cerca disperato i pochi frammenti di purezza rimasti che stentano a farsi intravedere tra il fango le sconnessure e gli squilibri di un universo in disfacimento, senza fremiti mistici, in cui la speranza e la sfiducia sembrano per sempre soffocate dalla preponderanza della materialit\u00e0 sul bisogno di meditazione, di conoscenza di ordine. Una consistenza volumetrica ruvida, da espressionismo astratto, consente di incidere plasticamente le sagome delle icone rappresentate con suggerimenti talora impercettibili, talaltra pi\u00f9 scoperti, che intrigano la visualit\u00e0 di chi guarda e la costringono a penetrare oltre l\u2019immagine fenomenica, dove si intravede un malinconico impianto, quasi una rabbia, un dolore vangoghiano, per i contenuti umani che sempre pi\u00f9 si assottigliano e che fanno risaltare una nostalgia lirica attraverso le scelte pi\u00f9 delicate del colore, per il \u2018mare\u2019, le \u2018gru azzurre, le \u2018stanze paesaggio\u2019 , dove \u00e8 ancora possibile riannodare gli infranti legami con la natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Anna Maria Ruta<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(In Terre di mezzo, 2001,\u00a0 fondazione Mazzullo,Taormina)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PIERO ZUCCARO o della euforia cromatica &nbsp; Una densa concrezione di paste cromatiche, che si sedimentano volumetricamente in icone di astratta plasticit\u00e0, confezionano nella pittura di Zuccaro singolari paesaggi, in cui figure organiche e filamenti di natura rimandano ad una realt\u00e0 corposa, sensuale, esaltata e fatta emergere attraverso scabre bave di colore in movimento. 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