{"id":2388,"date":"2016-09-14T14:38:27","date_gmt":"2016-09-14T12:38:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/?p=2388"},"modified":"2023-01-18T17:07:37","modified_gmt":"2023-01-18T16:07:37","slug":"nifosi-paolo-2016-testo-belgio-testo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/2016\/09\/14\/nifosi-paolo-2016-testo-belgio-testo\/","title":{"rendered":"Nifos\u00ec Paolo 2016 testo Belgio testo"},"content":{"rendered":"<p>Un viaggio in Sicilia nel 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Spesso ci siamo chiesti e mi chiedo qual \u00e8 l\u2019immagine o quali sono le immagini visive che gli europei hanno della Sicilia, quantomeno le immagini che culturalmente sono diventate patrimonio europeo. Penso che ancora pensare alla Sicilia e formularne visivamente le sue immagini vuol dire attingere a quelle prodotte e divulgate in Europa dall\u2019Houel, dal Vivant Denon e dalla letteratura conseguente a Goethe, al suo viaggio in Italia. Una Sicilia, quella agropastorale con le sue emergenze architettoniche dei templi greci di Agrigento, di Selinunte di Segesta, di Siracusa, con il vulcano pi\u00f9 importante dell\u2019Europa, l\u2019Etna e con il panorama che si gode da Taormina. Il Novecento ha tentato di integrare questo <em>imprinting<\/em>, soprattutto il secondo Novecento, con la divulgazione della fotografia. Traiettoria per certi diversa \u00e8 quella che riguarda nello specifico il paesaggio siciliano nella pittura ed \u00e8 singolare il fatto che tra i primi artisti a dipingere il paesaggio della Sicilia sia stato nel Seicento un fiammingo, Abraham Casemborg, nel 1650, e, a seguire, nello stesso secolo, l\u2019olandese Willelm Schellings. Nell\u2019Ottocento oltre ad altri artisti europei il tema del paesaggio fu affrontato e divulgato da importanti pittori siciliani da Francesco Zerilli a Francesco Lojacono, da Antonino Leto a \u00a0Michele Catti a Pietro De Francisco, sul solco del realismo europeo, della Scuola di Posillipo, dei macchiaioli, per quanto\u00a0 le loro opere abbiano inciso di meno nella coscienza europea, mentre hanno determinato una lettura visiva sgombra del peso pur interessante della storia archeologica. Il primo Novecento \u00e8 stato tiepido nel prendere il testimone di questo segmento con qualche illustre eccezione. Tra gli europei si pu\u00f2 citare Nicolas de Sta\u00a8l; tra gli italiani Trombadore e Guttuso.<\/p>\n<p>La mostra che si presenta a Gend e a Deinze acquista particolare rilevanza come nuova, vera e intensa proposta nel guardare la Sicilia nel suo paesaggio naturale e urbano, nella sua societ\u00e0 intesa come umanit\u00e0, tra fine Novecento e primi del Duemila. Una proposta che trovo organica e straordinariamente efficace nel dire dell\u2019immagine della Sicilia e raccontarla per la prima volta nei Paesi Bassi.<\/p>\n<p>Le opere esposte sono come le tessere di un mosaico, che nelle cangianti declinazioni, danno il senso dell\u2019attuale condizione della Sicilia contemporanea nella percezione del paesaggio e della societ\u00e0 siciliana, con una osservazione e allo stesso tempo con un\u2019invenzione che appieno diventa immagine vera e poetica insieme di questa terra che spesso una coltre di dolorose disgrazie, in parte, appanna la sua bellezza, la sua peculiarit\u00e0, le sue contraddizioni, come \u00e8 normale che sia in ogni aggregazione sociale. Le opere esposte raccontano un paesaggio della Sicilia orientale, in gran parte disatteso nella storia della pittura italiana, venuto alla ribalta e all\u2019attenzione sempre di pi\u00f9 in questi ultimi decenni. Difficile dire in poche battute le motivazioni, le ragioni di questa nuova vitalit\u00e0, che in ogni caso \u00e8 frutto di una condizione socio economica e culturale sempre pi\u00f9 solida, una maturazione intellettuale pi\u00f9 consapevole, un dibattito pi\u00f9 vivace sull\u2019arte e sulla possibilit\u00e0 di incardinare la creativit\u00e0 nella restituzione dei luoghi.<\/p>\n<p>Ha cominciato a partire dagli anni settanta Piero Guccione a svelare, a togliere i veli sedimentati dalla storia, dalle ideologie, dipingendo il mare, la costa e la campagna, con azzurri inediti nella composizione della materia, una interpretazione non descrittiva ed analitica, ma sintetica e poetica insieme, a voler conferire un\u2019anima, una vita alle superfici, alle distese marine, alle vibrazioni determinate dalle brezze, alla campagna popolata di carrubi, alle gibbose e brulle colline nella successione delle stagioni e dello scorrere delle ore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>durante il giorno; una sorta di nuova mitologia del paesaggio, fatta non pi\u00f9 di dei, semidei, di ninfe, ma di un\u2019energia, di una vita che si esplicita nelle tensioni, nelle seduzioni, nella grazia, nelle ferite, nel degrado,\u00a0 tutti espressi nei luoghi, nei temi raccontati. Prevalgono il mare, l\u2019azzurro, le tremule increspature della superficie, le distese infinite, l\u00e0 dove la linea dell\u2019orizzonte fa da cerniera tra il mare e il cielo; prevale un azzurro sempre pi\u00f9 chiaro e luminoso, dove conta la luce del mattino, in uno spazio in cui prende corpo l\u2019aria, l\u2019atmosfera, in cui appare il volto pallido della luna.<\/p>\n<p>Seguiranno dopo qualche anno Polizzi e La Cognata. Polizzi, mantenendo la sintesi nella resa del paesaggio, accresce e potenzia la luce nei gialli, negli azzurri nella solarit\u00e0 massima, propone i blu nei notturni evocando fantasmi, animando con suggestioni misteriose i luoghi con accensioni a rischiarare e rendere case contadine, palme, fichidindia: campagna e mare, distese di campi di grano nel pieno della loro maturazione estiva, e acque marine vibranti lungo la costa, e ancora distese piatte di mare fermo e immobile in una solarit\u00e0 in cui la luce dissolve l\u2019azzurro in bianchi rosati. Lo sguardo va verso un territorio frequentato, vissuto, con scorci di paesaggio attraversato da strade, reso nel suo movimento in presa diretta dal finestrino di un automobile, cortili in cui un albero esplode nei colori dei fiori e delle foglie, cieli in cui dense nubi grigie sono forme potenti e ricche di energia, valloni di grigie calcareniti. Un paesaggio filtrato da un\u2019intensa partecipazione emotiva, avvertita nella resa di una materia corposa, complessa e tesa nello stesso tempo.<\/p>\n<p>Campagna, mare e citt\u00e0, con la presenza umana \u00e8 ci\u00f2 che dipinge La Cognata, un paesaggio il suo pi\u00f9 mosso nella scelta del punto di osservazione, spesso a volo d\u2019uccello, con una materia pi\u00f9 frantumata frutto di una gestualit\u00e0 che contiene struttura e solidit\u00e0 disegnativa e contestuale plasticit\u00e0, soprattutto negli inediti colori nel rendere i campi, gli alberi, il cielo. La terra respira nella sua consistenza tra giallo e ocra, gli alberi brillano nel denso e compatto fogliame di un verde acceso; la campagna \u00e8 raccontata sia nelle grandi distese incolte sia come luogo trasformato in un lago di serre di plastica, luogo di lavoro, e di attivit\u00e0 agricole; il bagnasciuga e il particolare di un bagnante ci danno il senso della vacanza, del riposo di una fresca sensazione estiva. Affiancano la campagna i paesaggi urbani, strade di periferia, appartamenti a pi\u00f9 piani, edilizia contemporanea sorta all\u2019insegna dell\u2019irregolarit\u00e0, di una pianificazione urbanistica priva di una visione d\u2019assieme, di un progetto unitario, dove tutto \u00e8 approssimato e la resa pittorica \u00e8 immediata nelle pennellate libere e rapide.<\/p>\n<p>La variet\u00e0 del paesaggio siciliano ci \u00e8 offerta delle tele di Puglisi, che dipinge le fasce collinari, i pendii dell\u2019Etna: aurore, albe, cieli stellati, paesaggi innevati, le luci della citt\u00e0 nei notturni luminosi, brani di boschi, misteriosi aloni lunari, oltre alla vita quotidiana resa da un bordo di piscina o da una finestra. Il paesaggio dipinto \u00e8 quello di un altro luogo, peculiare dell\u2019Isola, reso con nitidezza, in luci poco frequentate. Lo sguardo su cieli tersi, lo sguardo dall\u2019alto della montagna verso il lontano mare, il biancore della neve, di un vulcano vissuto e attraversato, a contatto con i cieli ravvicinati, il baluginio delle stelle con una pittura puntiforme, a voler fissare e definire, e nello stesso tempo a voler espandere le luci, a dilatarle. La sua \u00e8 una pittura lenticolare, analitica e definita in un colore che diventa disegno sicuro e contestualmente matericamente amalgamato. E ancora la luce a far da guida per consentire l\u2019immersione nello spazio misterioso e fiabesco eppur reale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Sicilia di Zuccaro attinge agli spazi interni dell\u2019architettura ecclesiastica siciliana ed in particolare ad alcuni spazi di interni sacri di Catania, un\u2019immersione nella luce spirituale di in transetto cupolato, una contemplazione dei riflessi saturi di colori, filtrati dalle vetrate colorate, di una grande lampada a vetri sospesa sotto la cupola. E\u2019 la Sicilia barocca, popolata di immagini sacre, di stucchi, bianchi e policromi, di ori, un trionfo della luce e del colore che arriva all\u2019essenziale, alla densit\u00e0 e agli spessori del colore, e nello stesso tempo alla preziosa impalpabile variet\u00e0 del colore, reso spesso con le dita che si imprimono sulla tela, tessere a sua volta che sono fatte di materia e luce insieme; una Sicilia nascosta e manifestata, indagata, nelle superfici mosaicate d\u2019oro e di icone immobili bizantine negli spazi sacri di Palermo, di Monreale negli spazi paradisiaci degli oratori serpottiani, nelle fastose decorazioni di palazzo Biscari, o di tante chiese barocche di Catania. Quelle evidenze figurative diventano pittura e luce, evocazioni e atmosfere.<\/p>\n<p>La Sicilia proposta da Iudice \u00e8 quella delle vacanze, delle spiagge, di un torrente dove si trovano bagnanti. La Sicilia agostana dove la freschezza e il ristoro di un buon bagno si accompagnano al piacere di stare insieme, nella calura estiva dove la densit\u00e0 dell\u2019atmosfera si amalgama alla luce meridiana. In alcuni casi usa la matita per rendere una rischiarata densit\u00e0 luminosa. La contemporaneit\u00e0 di un luogo che pu\u00f2 indicare qualsiasi luogo, con le comuni abitudini, con la sola differenza che non si tratta di spiagge organizzate con file di ombrelloni di stabilimenti balneari, ma di spiagge libere, dove la spontanea scelta di un luogo rende tutto vario e irregolare, in angoli appartati di una Sicilia fatta di spiagge e di scogli, di rocce incombenti. Non \u00e8 solo il paesaggio ad essere dipinto ma anche la vita di tanta gente comune, di cui ne descrive il modo di vestire, i comportamenti, un documento dell\u2019oggi, da confrontare ai tanti documenti che riscontriamo nella pittura fiamminga del Seicento o in quella parigina del secondo Ottocento.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 giovane del gruppo, Colombo, ci racconta una Sicilia nella sua natura primaverile, in cui esplodono i fiori, in cui i prati sono verdi, di un verde brillante e lanuginoso; uno sguardo il suo rivolto verso un paesaggio di profondit\u00e0, svolto in orizzontale con orizzonti lontani.\u00a0 Le immagini sono definite, con contorni netti, con campiture compatte e una solidit\u00e0 oggettiva. Un modo di essere contemporanei all\u2019insegna di filtri figurativi storici di grandi artisti del passato e del presente, che della realt\u00e0 nella sua concretezza visiva hanno fatto la loro ricerca, da Balthus, per andare indietro fino ai cristallini paesaggi del secondo Quattrocento italiano di un Giovanni Bellini o del Polittico di Hubert e Jan van Eyck di Gend. Colombo affronta la natura ampia della campagna, lo spazio di un giardino, l\u2019interno borghese. Luoghi frequentati, indagati analiticamente e nettamente definiti, a partire da uno stelo, da un fiore, da un tronco d\u2019albero in un contesto in cui la luce pu\u00f2 manifestare la bellezza di un mattino o il mistero di una notte.<\/p>\n<p>Si diceva di una mostra come mosaico della Sicilia, laboratorio d\u2019arte, luogo di stupori e di meraviglie, di sorprese. Le opere dei sette pittori proposti ci danno l\u2019immagine della Sicilia nelle sue stagioni: la Sicilia azzurra, quella verde, quella gialla, quella ocra; quella della luce zenitale estiva, bruciata dal sole, quella notturna, quella bianca. L\u2019isola del mito, del mare di Ulisse, \u00a0l\u2019isola di Polifemo, di Proserpina, di Cerere, di Aci e Galatea, di Demetra e Kore, l\u2019isola di Eracle, di Venere, di Dedalo si rivela nella sua bellezza contemporanea,\u00a0 tra l\u2019infinito del mare e del cielo e le spiagge, tra le coste, le pianure degli altipiani e le vette\u00a0 innevate, \u00a0nella sua vita quotidiana, nello sguardo sgombro del presente, nel paesaggio agrario e urbano, nella socialit\u00e0 di una spiaggia , di un ciclista che sale lungo i tornanti all\u2019insegna della pittura, del colore, della luce. Una Sicilia nuova, che va oltre i luoghi comuni, va oltre il pittoresco, va oltre, con consapevolezza, alle continue avanguardie che hanno riflettuto sulla pittura durante tutto il Novecento. Facendo tesoro della luce ci invitano a scoprire ancora una volta quest\u2019isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Paolo Nifos\u00ec<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un viaggio in Sicilia nel 2016 &nbsp; Spesso ci siamo chiesti e mi chiedo qual \u00e8 l\u2019immagine o quali sono le immagini visive che gli europei hanno della Sicilia, quantomeno le immagini che culturalmente sono diventate patrimonio europeo. 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