{"id":2383,"date":"1997-09-14T14:35:37","date_gmt":"1997-09-14T12:35:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/?p=2383"},"modified":"2023-01-18T17:07:39","modified_gmt":"2023-01-18T16:07:39","slug":"nifosi-paolo-1997-cefaly-dal-caos-del-colore-alla-forma-del-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/1997\/09\/14\/nifosi-paolo-1997-cefaly-dal-caos-del-colore-alla-forma-del-paesaggio\/","title":{"rendered":"Nifos\u00ec Paolo 1997 cefaly Dal caos del colore alla forma del paesaggio"},"content":{"rendered":"<p>Dal caos del colore alla forma del paesaggio<\/p>\n<p>In un testo ormai classico, Arte e illusione, Ernest Gombrich dimostra che il procedere degli artisti non deriva da un loro diretto rapporto con la natura, non deriva dalla diretta imitazione della realt\u00e0, ma dal rapporto con la tradizione stilistica, con il fare degli artisti precedenti, con lo stile del tempo.<\/p>\n<p>Penso che questa tesi sia ancora valida guardando le opere di Piero Zuccaro che ha introiettato la cultura informale degli ultimi decenni del nostro secolo. Si pu\u00f2 ravvisare un riferimento diretto a Ennio Morlotti e Attilio Forgioli per le sue prime esperienze, ma \u00e8 sintomatico proprio il fatto che Zuccaro dipinge il paesaggio e la realt\u00e0 solo mediante il percorso parallelo della pittura materica, un percorso in cui il colore, libero da convenzioni disegnative, viene usato ad ampie stesure dense, con immediatezza.<\/p>\n<p>Il primo strappo in merito alla mimesi l\u2019avevano fatto gli impressionisti.Siamo ancora oggi sul quel sentiero, non per registrare l\u2019impressione immediata, ma per astrarre da quelle sensazioni armonie e succhi che liberano nel colore straordinarie potenzialit\u00e0, per l\u2019invenzione di conformazioni materiche allusive al percorso che dall\u2019occhio passa attraverso strade non del tutto conosciute della emozionalit\u00e0 e del vitalismo. Parlando con Zuccaro del suo lavoro \u00e8 sorprendente con quanta convinzione mi racconta dei suoi giardini dipinti, del porto tante volte osservato, della nave, o meglio delle navi esplorate in lungo e in largo, viste dal basso come dall\u2019alto, dei riflessi che una nave determina sull\u2019acqua del porto, delle infinite possibilit\u00e0, delle impalpabili variazione di luce dell\u2019acqua, delle gru che come giganti si allineano lungo le banchine. Sulle sue tele tutto ci\u00f2 si trasforma in impasti sapienti, e se il tema \u00e8 un giardino ecco che il brulichio \u00e8 di materie verdi con azzurri e bianchi; se c\u2019\u00e8 una casa tra la vegetazione il verde si impasta col rosa. Singolare \u00e8 la veduta del porto, visto dall\u2019alto a volo d\u2019uccello, con un\u2019ottica ribaltata e quindi piatta sulla tela. Il senso del movimento, della vibrazione del Magma trova ancora pi\u00f9 ragione nei riflessi dell\u2019acqua e forse non \u00e8 un fatto secondario per il lavoro di Zuccaro l\u2019essere a contatto con l\u2019esperienza visiva della lava dell\u2019Etna, proprio per la quantit\u00e0 di colore che si trova nelle sue opere, soprattutto per la libert\u00e0 invasiva con cui il magma riformula il paesaggio, trasforma tutto quanto aggredisce e ricompone. L\u2019Etna, ogni volta che manda fuori lava, rimodella il paesaggio gibboso, inventa nuove valli e nuove colline. Zuccaro inventa navi e pontili, gru e masse d\u2019acqua con una felicit\u00e0 creativa non comune. Paradossalmente la sua pittura \u00e8 percettiva e realista. Si considerano Riflesso nel Mediterraneo e Le acque del porto: l\u2019acqua stagna, inquinata dai liquami che le navi scaricano in mare, \u00e8 come se fosse stata prelevata e montata nel rettangolo della tela. Non \u00e8 un\u2019operazione di imitazione, ma di rifacimento con materie dense, spesse, agitate dai pesanti movimenti delle imbarcazioni, impegnando anche la luce fisica con i meandri fluidi o spezzati del magma. Non c\u2019\u00e8 dubbio che il primo impatto visivo dichiara l\u2019astrazione materica di queste opere. Ma ci\u00f2 dipende molto dalle nostre abitudini percettive. I nostri occhi sono stati sempre meno attenti a scrutare la realt\u00e0 rispetto a quelli degli artisti. Il loro ruolo \u00e8 stato sempre quello di dilatare le nostre possibilit\u00e0 di vedere meglio la realt\u00e0. Non appena si passa da una osservazione distratta ad una pi\u00f9 attenta ci si ritrova non solo a vedere l\u2019acqua, ma a provare reazioni emotive, attrazione e disagio per quella densit\u00e0. Percezione e immaginazione si saldano nelle tele che hanno per tema le colombe. Tutto parte da emozioni, dall\u2019osservazione delle colombe viste ai piedi del monumento: il loro arrivo in volo, il beccare qualcosa da mangiare, il loro nervoso camminare per scatti, il volo. Tutto \u00e8 movimento, intrecciarsi di ali, di penne su un pavimento di cubetti di porfido, in un insieme di rosso vinaccia e di grigi in cui si percepiscono appena le sagome, forme che continuamente cambiano. La pittura ha la possibilit\u00e0 di ricreare la sintesi del moto. Aveva iniziato Degas; ma quante riflessioni da allora sono state fatte sul movimento in pittura e in fotografia. Solo che la pittura pu\u00f2 incorporare nella percezione anche elementi emotivi: si pu\u00f2 dipingere il brio, la leggerezza degli uccelli, si pu\u00f2 cogliere l\u2019ansia della loro ingenua fragilit\u00e0, di un\u2019esistenza minacciata e spesso conclusa prima del tempo. La pittura di Zuccaro genera questo miracolo di una materia che coniuga il sentimento e lo sguardo.<\/p>\n<p>Paolo Nifos\u00ec (In Piero Zuccaro, 1997, galleria Andrea Cefaly, Catania)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal caos del colore alla forma del paesaggio In un testo ormai classico, Arte e illusione, Ernest Gombrich dimostra che il procedere degli artisti non deriva da un loro diretto rapporto con la natura, non deriva dalla diretta imitazione della realt\u00e0, ma dal rapporto con la tradizione stilistica, con il fare degli artisti precedenti, con&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/1997\/09\/14\/nifosi-paolo-1997-cefaly-dal-caos-del-colore-alla-forma-del-paesaggio\/\" class=\"\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Nifos\u00ec Paolo 1997 cefaly Dal caos del colore alla forma del paesaggio<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"_ti_tpc_template_sync":false,"_ti_tpc_template_id":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2383"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2383"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2385,"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2383\/revisions\/2385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}