{"id":2381,"date":"2001-09-14T14:34:04","date_gmt":"2001-09-14T12:34:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/?p=2381"},"modified":"2023-01-18T17:07:38","modified_gmt":"2023-01-18T16:07:38","slug":"musumarra-gabriele-2001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/2001\/09\/14\/musumarra-gabriele-2001\/","title":{"rendered":"Musumarra Gabriele 2001"},"content":{"rendered":"<p><em>&lt;&lt;\u2026 gi\u00e0 filtra nel nostro dormiveglia<\/em><\/p>\n<p><em>quel sottile svisamento<\/em><\/p>\n<p><em>tra acqua e terra, luce e acqua<\/em><\/p>\n<p><em>mischiate e in discordanza<\/em><\/p>\n<p><em>e con esso il senso dilagante<\/em><\/p>\n<p><em>di non divisi elementi<\/em><\/p>\n<p><em>oppure ricongiunti\u2026&gt;&gt;<\/em><\/p>\n<p><em>&lt;&lt;Perch\u00e9 questo ricordo? Perch\u00e9 questo lampo?<\/em><\/p>\n<p><em>Intorno la citt\u00e0, l\u2019acqua, i suoi brividi,<\/em><\/p>\n<p><em>una sola immagine moltiplicata in miriadi.&gt;&gt;<\/em><\/p>\n<p>Mario Luzi<\/p>\n<p>\u00c8 prassi collaudata che, nell\u2019occuparsi di un giovane artista, sia opportuno presentare anzitutto il biglietto da visita delle ascendenze. Nel caso di Pietro Zuccaro, i nomi fatti in passato sono di tutto riguardo \u2013 Forgioli, Morlotti, John Asger, Hundertwasser, Rothko, e certo non va dimenticato il nume tutelare che \u00e8 Monet\u2026 S\u2019intende, un discorso critico non pu\u00f2 prescindere dai referenti pittorici, consci o meno, ma nell\u2019appiattirsi in\u00a0 un\u2019ermeneutica basata su ovvi riscontri \u2013 cui magari vanno ad aggiungersi dosi pi\u00f9 o meno abbondanti di considerazioni di storia sociale, vicende biografiche, nonch\u00e9 le sperimentate oscillazioni del gusto \u2013 il rischio \u00e8 di chiarire ben poco quella che resta l\u2019essenza di ogni analisi, il talento personale dell\u2019artista.<\/p>\n<p>La superficie dinamica, il colore, il movimento, la natura, il riflesso: sull\u2019acqua o sul vetro. Questi elementi distintivi, individuabili sin dagli inizi nella ricerca di piero Zuccaro, sviluppata con una coerenza intransigente che contraddice il mite modo di porgersi dell\u2019artista. E del resto, la chiave caratteriale si pu\u00f2 leggere sin dalla carta d\u2019identit\u00e0 \u2013 al dolce Zuccaro segue il duro Pietro. Pugno di ferro in guanto di velluto. <em>Nomen omen<\/em>.<\/p>\n<p>Via via che procede nel suo lavoro, il pittore precisa meglio i temi, utilizzando anche, come punto di partenza, il supporto tecnico della fotografia e ampliando al contempo la propria cultura, che non \u00e8 limitata alle arti visuali. Cos\u00ec, dalle suggestioni dei giardini d\u2019un polveroso verde malachite, si passa al vivissimo impatto emotivo di una liquida superficie portuale, autentico <em>horror vacui<\/em> la cui mesmerizzante tenebra evoca la morte dell\u2019acqua che \u00e8 anche una \u201cmorte per acqua\u201d, in agguato nello spurgo d\u2019un detersivo dal luttuoso candore. Va notato che, qui come altrove, la materia corposa, trattata a spatola, svaria dallo stiacciato per spingersi quasi al bassorilievo, talch\u00e8 \u00e8 legittimo supporre che prima o poi l\u2019artista non si negher\u00e0\u00a0 la naturale esperienza della scultura. Svolta risolutiva, un quadro del 2000, una <em>Marina<\/em> come affiorata da una <em>trance<\/em> indotta e subito rappresa nella pi\u00f9 desolante cupezza minerale.Gi\u00e0 dieci anni prima, Franco Sarnari, nell\u2019occuparsi di Zuccaro, aveva adoperato il termine \u201cmistica\u201d, tralasciando tuttavia di approfondire le implicazioni della sua intuizione. Misticismo. Basta scorrere il repertorio relativo alle tecniche dell\u2019estasi sciamanica e si noter\u00e0 come siano fondamentali gli stessi elementi al centro dell\u2019arte di Zuccaro: l\u2019albero,quale simbolo dell\u2019universo in continuo processo di rigenerazione; l\u2019ascesa; l\u2019acqua rappresentata da uno spirito; lo specchio, in quanto superficie riflettente che aiuta a vedere il mondo; i volatili; la trasformazione o metamorfosi; un dinamico equilibrio tra le opposte spinte centrifuga e centripeta (maschile \/ femminile). Ancora,sempre sulla stessa linea della <em>Marina<\/em>, che potrebbe definirsi gnostica, ma con una sorprendente riscoperta del colore: certe architetture di cattedrali, effuse nella nebula d\u2019una luce sfarinata, all\u2019atropina, che accentua lo slancio verticale con l\u2019anelito verso l\u2019espandersi del sovrastante azzurro. L\u2019ascesa equivale all\u2019ascesi.<\/p>\n<p>Una simile visione esige spazi dilatati; da qui (anche) la scelta di grandi quadri, indispensabili per cogliere pienamente un universo personale nell\u2019istante in cui deflagra, abbacinante e scialitico. L\u2019atto creativo, lo ricorda Mircea Eliade, mira a trasmutare il linguaggio tramite &lt;&lt;un\u2019esperienza interiore che, in ci\u00f2 simile all\u2019estasi o all\u2019ispirazione religiosa dei \u201cprimitivi\u201d, rivela il fondo stesso delle cose.&gt;&gt; Dunque, prima la materia, poi il lampo, infine la realt\u00e0 rinnovata. Sulla via del Big Bang estatico, Pietro Zuccaro \u00e8 pronto ad ulteriori conseguimenti.<\/p>\n<p>Gabriele Musumarra (In Il Gruppo Di Scicli, 2001, Palazzo Sarcinelli, Conegliano)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&lt;&lt;\u2026 gi\u00e0 filtra nel nostro dormiveglia quel sottile svisamento tra acqua e terra, luce e acqua mischiate e in discordanza e con esso il senso dilagante di non divisi elementi oppure ricongiunti\u2026&gt;&gt; &lt;&lt;Perch\u00e9 questo ricordo? Perch\u00e9 questo lampo? 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