{"id":2367,"date":"2021-09-14T14:23:56","date_gmt":"2021-09-14T12:23:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/?p=2367"},"modified":"2023-01-18T17:07:37","modified_gmt":"2023-01-18T16:07:37","slug":"goldin-marco-2021-attorno-a-van-gogh-otto-pittori-e-i-colori-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/2021\/09\/14\/goldin-marco-2021-attorno-a-van-gogh-otto-pittori-e-i-colori-della-vita\/","title":{"rendered":"Goldin Marco 2021.  Attorno a Van Gogh Otto pittori e i colori della vita"},"content":{"rendered":"<p>Attorno a Van Gogh.<\/p>\n<p>Otto pittori e i colori della vita.<\/p>\n<p>La mostra Van Gogh. I colori della vita \u2013 ampia e di grande qualit\u00e0 per le opere che vi sono contenute, provenienti da diversi musei internazionali nel Centro San Gaetano a Padova, mi ha suggerito la possibilit\u00e0 di tornare a lavorare anche sul versante della pittura contemporanea. (\u2026)<\/p>\n<p>Con questa mostra, e con questo libro che l\u2019accompagna, arriva una sorta di seconda puntata che lega otto artisti, donne e uomini in Italia, a Vincent Van Gogh. Ho isolato alcuni temi all\u2019interno della sua opera, e sopra essi il pittore olandese aveva indugiato a lungo. Mi sono guardato intorno, ho rivisto pittori con i quali gi\u00e0 avevo lavorato in un tempo passato, altri con i quali invece la consuetudine non c\u2019era quasi mai stata. Li ho scelti perch\u00e9 sentivo in loro una vicinanza a quei tempi, a quei canti di parole smozzicate e colori che ti arrivano ancora fin dentro gli occhi. E poi c\u2019\u00e8 solo l\u2019anima. (\u2026)<\/p>\n<p>E lo sappiamo. Van Gogh ha amato il cielo, se n\u2019\u00e8 fatto mantello in ogni modo, dal Brabante fino a Auvers, scrutandolo e lasciando che diventasse destino. Nel cielo della sua pittura sono accadute cose infinite, da non poterle\u00a0 nemmeno raccontare tutte. Nella sua pittura il cielo \u00e8 l\u2019alfa e l\u2019omega e quello che vi succede dentro non \u00e8 altro che la vita che passa. Come se questa alterit\u00e0 non fosse essa stessa la presenza del divino.<\/p>\n<p>La ricerca del divino al di fuori dei dogmi e dei riti \u00e8 stata sempre una prerogativa dell\u2019uomo prima ancora del pittore. Ma dal momento in cui uomo e pittore sono diventati una cosa sola, l\u2019anelito verso una religiosit\u00e0 che si era nel frattempo fatta sempre pi\u00f9 confusa ha aperto verso un whitmaniano espandersi nell\u2019infinito. Essere contenuto in quell\u2019infinito di cui la pittura ha rappresentato l\u2019essenza. In questo la natura per Van Gogh \u00e8 stata non solo il termine di paragone ma il luogo in cui la sua religiosit\u00e0, mutatasi in spiritualit\u00e0, si \u00e8 inscritta. Il cielo non poteva che rappresentare dunque il punto di approdo di un simile percorso.<\/p>\n<p>Van Gogh ha dipinto tanti cieli, li ha sparsi nella loro luce diurna, azzurra, stracciata di nuvole bianchissime aggrovigliate come unghie d\u2019animale o frutti nell\u2019aria. Li ha sparsi in tante tra le sue opere, soprattutto da quando quell\u2019azzurro ha cominciato a manifestarsi pi\u00f9 chiaro nel momento in cui da Anversa \u00e8 giunto a Parigi. E quando poi, ben di pi\u00f9, ha preso un treno ed \u00e8 sceso ad Arles. Ha dipinto tanti cieli che sono stati carezze e mantelli, ma anche terremoti e tempeste. Tetti di stelle a galleggiare nella volta dell\u2019universo. E al cielo dipinto hanno guardato, ognuno a proprio modo, gli ultimi tre pittori di questo piccolo gruppo.<\/p>\n<p>Piero Zuccaro il primo di questi tre. I suoi cieli cos\u00ec affascinanti sono la trama di una materia in cui il pittore presta\u00a0 il proprio corpo alla luce. Anzi, si fa egli stesso intessere di quella luce che evoca sulla superficie della tela. Il suo \u00e8 un guardare subito luminoso in cui occhio e corpo sono inscindibili tra loro. Non \u00e8 possibile per Zuccaro guardare solo con l\u2019occhio fisico, perch\u00e9 quel cielo \u00e8 completa pienezza, scandirsi della vita dentro il mito. Per raccontarlo non basta guardare, occorre partecipare allo spazio, esserne sillaba, atomo di cui \u00e8 composto. Anche il modo del suo dipingere affronta questa sfida dell\u2019esserci dentro la materia, sentirla respirare, planare e posarsi e ingigantirsi poi in gorghi e fioriture.<\/p>\n<p>I suoi cieli, sulla scia di quelli di Van Gogh, sono l\u2019esperienza del tutto, un trascorrere della luce portata da un vento invisibile che per\u00f2 si sente. Sono silenzio e trafittura, perfino fioritura. A volte le sue nuvole\u00a0 paiono proprio un grande ramo di mandorlo in fiore, cos\u00ec come Van Gogh lo dipinse per annunciare l\u2019ingresso nel mondo del figlio di Theo\u00a0 e Jo. Dentro l\u2019azzurro pi\u00f9 teso e tonante che egli abbia mai concepito. Quasi astratto, di una lavagna che confina con l\u2019assoluto.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 la costanza e la pazienza del guardare in questi cieli dipinti da Zuccaro. La costanza e la pazienza di applicare colore, non per gratuita e sbalorditiva sovrapposizione di strati ma per necessari assestamenti della coscienza allertata e allarmata. Possono essere tramonti di cieli arrossati, come quelli che trascorrevano sopra le vigne nella pianura della Crau. Possono essere cieli come annunci di notti sorgenti. Notti nel cielo come correnti luminose al largo del mare, alghe piene di un colpo di sole.<\/p>\n<p>E invece sono nuvole, invece sono pensieri, perch\u00e9 questi cieli portano con s\u00e9 qualcosa di tremendamente spirituale, affidato insieme appunto allo sguardo e al corpo. Sono cieli che si vedono non solo sotto i lumi dell\u2019universo, ma forse ancor di pi\u00f9 apparire in una stanza segreta, mentre sul pavimento si depositano, galleggiando, nuvole che profumano e crepitano di silenzi immisurabili. E il pittore li dipinge cos\u00ec come si dipinge una cosa naturale. Lascia che la trama del colore si frantumi, si franga, ceneri rapprese diventate acqua di laguna, nebbie, inviolate stanze nell\u2019aria. Inviolate o violate, perch\u00e9 questi cieli sono adesso luoghi nell\u2019atmosfera, pianeti roteanti. Sono cieli che danzano, si slacciano per un momento dal cammino del mondo e vivono per s\u00e9 stessi, per la sola passione del mistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Marco Goldin<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(testo di Marco Goldin estratto dal catalogo della mostra Attorno a Van Gogh. Otto pittori e i colori della vita, edizione Linea d\u2019ombra 2021)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attorno a Van Gogh. Otto pittori e i colori della vita. La mostra Van Gogh. 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