{"id":2361,"date":"2006-09-14T14:19:10","date_gmt":"2006-09-14T12:19:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/?p=2361"},"modified":"2023-01-18T17:07:38","modified_gmt":"2023-01-18T16:07:38","slug":"goldin-marco-2006-la-stanza-dei-fiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pierozuccaro.it\/site\/2006\/09\/14\/goldin-marco-2006-la-stanza-dei-fiori\/","title":{"rendered":"Goldin Marco 2006 La stanza dei fiori"},"content":{"rendered":"<p>La stanza dei fiori<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al principio di questa mostra, e ugualmente di questo catalogo, stanno alcuni segni, e allo stesso modo alcune ombre, confitti nel colore che \u00e8 muro denso di materia fatta dell\u2019umidore del mattino sorgente. Quando l\u2019aria non \u00e8 ancora azzurra. Spasmi e silenzi, su piccole superfici percorse dal pastello a olio, che ha della pittura l\u2019aura ma con una grazia che sfuma tra le dita. Lividi ancora notturni, oscure cicatrici che sono sul punto di sprofondare dentro quel mare d\u2019alba, ma vi galleggiano ancora per un momento, in un tempo sospeso che \u00e8 l\u2019inizio e la fine delle cose, l\u2019apparizione e la scomparsa.<\/p>\n<p>Ma pur lavorando, Zuccaro, su un\u2019idea di spazio tutto occupato dalla natura, che per lui \u00e8 quasi solo l\u2019azzurro nell\u2019infinit\u00e0 delle sue gradazioni e modulazioni accidentate, queste nere sindoni d\u2019ombra sono ci\u00f2 che sta chiuso, che sta al chiuso di una stanza, la stanza della madre. Ci\u00f2 che sembra l\u2019apertura del cielo, il vento placato nell\u2019azzurro, \u00e8 invece memoria di luoghi e persone. Non \u00e8 forse un caso che degli stessi mesi sia un Omaggio a Rembrandt che mette al centro dello spazio una figura come un bozzolo incatramato di rosa, facendone una larvata apparizione sul frastagliarsi del colore. Ma subito dopo sono i due pastelli con La stanza di mia madre, dove, e soprattutto nel pi\u00f9 bello tra i due, quel colore si \u00e8 quasi bloccato, distesa tempestata di luci appena affioranti. E, forse, di pi\u00f9, sparenti in una tessitura che ha conosciuto quel lato tragicamente elegiaco dell\u2019informale e se n\u2019\u00e8 staccata per essere perenne fioritura, fontana, acqua che sgorga dal cielo muto.<\/p>\n<p>Eppure questa stanza, questo simulacro di luoghi e silenzi, \u00e8 il centro di tutto il mondo pi\u00f9 recente di Zuccaro. Lo \u00e8 anche se cos\u00ec non sembrerebbe, e quasi lo sguardo potrebbe scivolare via da questi due esili brandelli di spazio. Scivolare via per non avere notato niente. Poich\u00e9 qui la pittura non ha nulla di eroico, non \u00e8 dichiarazione accesa, non \u00e8 sfida lanciata. \u00c8 invece un pensiero dolce, la scoperta di un limite, uno sguardo commosso sul mondo, una luce fioca che s\u2019accende dentro quella stanza. \u00c8 proprio da questo non eroismo che nasce la forza della poesia, se mai questa parola abbia ancora oggi un senso compiuto, e non sia invece, soltanto, la fragile bandiera, consunta su ogni lato, di una specie di sentimentalismo inutile e sciatto.<\/p>\n<p>E poi invece rincuora incontrare pittori cos\u00ec, che non hanno paura di pronunciare la parola del colore, che se ne infischiano di avanguardie e retroguardie, e sentono lo stile come il mezzo per raggiungere il terreno, tutto da dissodare ancora, della moralit\u00e0. Parola difficile da pronunciare, compresa entro mille fraintendimenti. Ma parola necessaria perch\u00e9 la pittura sia ancora uno strumento di verit\u00e0, e ancor di pi\u00f9 l\u2019immagine sublime della bellezza. Guardiamo a non moltissimi esempi, eppure quando ne incontriamo qualcuno ci sentiamo meno soli. Abbiamo riconosciuto un nostro simile, per quella legge del doppio che da sempre governa la passione, e lo struggimento, dello stare al mondo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 in questi quadri, dove scopriamo l\u2019incanto del vedere e il tempo lungo di una sovrapposizione tra ci\u00f2 che si vede e la memoria. Un grande, bellissimo dipinto del 2005, Fiori d\u2019acqua, tutto sparso di una primavera sopra l\u2019azzurro, ci mostra meglio di qualsiasi altra cosa come la tensione dello stile non sia mai una vuota parola ma piuttosto la vita e il sogno, la danza continua del colore sopra il colore. La traccia da seguire, l\u2019affondamento e la resistenza delle forme, il loro consistere nel riflesso che da ogni parte conduce e nulla lascia nell\u2019impossibilit\u00e0 di avverarsi. Questa \u00e8 pittura del tutto possibile, dell\u2019avveramento del mondo, del suo essere ci\u00f2 che si \u00e8 visto e ci\u00f2 che non si vede pi\u00f9, senza che la scomparsa sia il vuoto quanto invece la meraviglia di un luogo ogni volta creato.<\/p>\n<p>Ha intitolato Relitti alcuni quadri ultimi, Zuccaro. E proprio questa serie di dipinti, nella loro ancestralit\u00e0 naturale, nel loro essere un pieno dentro il vuoto, ci dicono davvero come questo vuoto non sia assolutamente scomparsa ma il luogo che accoglie la molteplicit\u00e0 dei fenomeni. Il vuoto nega la sua funzione apparente, e si consegna invece alla specificit\u00e0 di luogo che contiene, che ricrea le forme dopo averle viste scomparire e sprofondare. Ed \u00e8 molto interessante seguire fino in fondo questa idea che Zuccaro ha della pittura, che a lui pare una forza che senza sosta si genera e si rigenera, per cui dalla fine nasce il principio. Tutto \u00e8 apparenza che vive nella ricchezza estrema e abbagliante dell\u2019azzurro, dalla sua accensione pi\u00f9 piena e tonante, fino al suo ceruleo spegnimento in un grigio che non \u00e8 mai di nebbia ma di cenere morbida.<\/p>\n<p>Il pittore lascia che a vivere sia solo lo scheletro delle cose, la traccia di un volto o di una figura. Muschio che si deposita l\u00ec dove parrebbe non esserci pi\u00f9 spazio per nulla. Ma lo spazio si moltiplica, lo spazio non \u00e8 pi\u00f9 un luogo ma i molti luoghi. La ricchezza di quel fondale, su cui tutto si posa, rende indifferibile la riduzione a essenza delle forme. Le linee sono singulti, accadimenti mai casuali del colore, sua espressione in quella riduzione all\u2019essenza. \u00c8 cos\u00ec che la ricchezza di questa materia \u00e8 ci\u00f2 che avvolge e fa vivere, riflettendole, le ali di una farfalla posata sul cielo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Marco Goldin<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(In Zuccaro Opere 2004-2006, Linea d\u2019ombra libri)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stanza dei fiori &nbsp; Al principio di questa mostra, e ugualmente di questo catalogo, stanno alcuni segni, e allo stesso modo alcune ombre, confitti nel colore che \u00e8 muro denso di materia fatta dell\u2019umidore del mattino sorgente. Quando l\u2019aria non \u00e8 ancora azzurra. 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